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Bollino blu caldaia e manutenzione a Roma 2026/2027: cosa cambia e quali sono gli obblighi

Controlli, manutenzione, bollino, libretto e nuovi dati catastali: facciamo chiarezza sugli obblighi per chi possiede una caldaia a Roma.

Manutenzione della caldaia e controllo di efficienza energetica non sono la stessa cosa e possono avere periodicità differenti.
Per le caldaie alimentate a gas, metano o GPL con potenza compresa tra 10 e 100 kW, il controllo di efficienza energetica è previsto ogni 4 anni.
Dal maggio 2026 c'è una novità importante: durante controlli e manutenzioni devono essere comunicati anche i dati catastali dell'immobile.
Indice articolo

Con l’avvicinarsi della stagione fredda torna una delle domande più frequenti per chi possiede una caldaia: quando bisogna fare la manutenzione e quando è necessario il bollino blu?

A Roma il sistema di controllo degli impianti termici ha subito alcuni aggiornamenti e, proprio nel 2026, è stata introdotta una novità che riguarda direttamente proprietari e responsabili degli impianti.

Prima di prenotare un intervento è quindi utile capire la differenza tra manutenzione, controllo di efficienza energetica e bollino, quali sono le scadenze e quali documenti bisogna avere a disposizione.

Bollino blu della caldaia a Roma: che cos’è?

Con l’espressione “bollino blu caldaia” si fa comunemente riferimento alla certificazione collegata al controllo di efficienza energetica dell’impianto. È ancora questa, infatti, la denominazione utilizzata da Roma Capitale nella pagina informativa dedicata al servizio.

Nella gestione attuale della Città Metropolitana di Roma Capitale il contributo associato al Rapporto di Controllo di Efficienza Energetica viene invece indicato come “bollino verde”.

Al di là della terminologia, ciò che interessa al proprietario è il funzionamento della procedura: durante il controllo il tecnico verifica l’efficienza energetica dell’impianto, compila il relativo Rapporto e provvede agli adempimenti previsti.

Il bollino è telematico e viene acquistato dalle ditte di manutenzione accreditate attraverso la piattaforma eManutentori. È inoltre il manutentore a trasmettere il Rapporto di Controllo alla Città Metropolitana entro 60 giorni dalla verifica, consegnandone una copia al responsabile dell’impianto.

Manutenzione della caldaia e controllo fumi sono la stessa cosa?

No. È una distinzione importante perché spesso si pensa che la scadenza del bollino coincida automaticamente con quella della manutenzione della caldaia.

La manutenzione ordinaria serve a verificare lo stato dell’apparecchio, mantenerlo efficiente e individuare eventuali anomalie o componenti che richiedono un intervento. La sua periodicità deve essere determinata sulla base delle indicazioni applicabili all’impianto e delle istruzioni tecniche del produttore e dell’installatore/manutentore.

Il controllo di efficienza energetica, invece, è l’adempimento regolamentato che verifica le prestazioni energetiche dell’impianto e comporta la compilazione del relativo Rapporto.

Per questo motivo dire semplicemente “la caldaia va controllata ogni quattro anni” può essere fuorviante: i quattro anni possono riferirsi al controllo di efficienza energetica di una determinata tipologia di caldaia, non necessariamente a ogni attività di manutenzione necessaria sull’apparecchio.

Ogni quanto va fatto il controllo della caldaia a Roma?

La periodicità dipende dal tipo di generatore, dal combustibile utilizzato e dalla potenza dell’impianto.

Per le comuni caldaie domestiche alimentate a gas, metano o GPL con potenza superiore a 10 kW e inferiore a 100 kW, la Città Metropolitana di Roma Capitale indica una cadenza di 4 anni per il controllo di efficienza energetica e la trasmissione del relativo rapporto.

Tipologia di impianto Potenza Controllo di efficienza energetica
Caldaia a gas, metano o GPL 10 < P < 100 kW Ogni 4 anni
Caldaia a gas, metano o GPL ≥ 100 kW Ogni 2 anni
Generatore a combustibile liquido o solido 10 < P < 100 kW Ogni 2 anni
Generatore a combustibile liquido o solido ≥ 100 kW Ogni anno

La scadenza effettiva del proprio impianto va comunque verificata sulla documentazione disponibile e con il tecnico incaricato.

Quanto costa il bollino della caldaia a Roma?

Per gli impianti situati nel territorio di Roma Capitale, il contributo attualmente previsto per un generatore di calore a fiamma con potenza fino a 35 kW è di 8 euro.

Per potenze superiori l’importo aumenta: il contributo è di 22 euro da 35,1 a 100 kW, 40 euro da 100,1 a meno di 200 kW, 70 euro da 200,1 a 300 kW e 170 euro oltre i 300 kW.

Attenzione: questi importi riguardano il bollino telematico e non rappresentano il costo complessivo dell’intervento del tecnico, che dipende dalle operazioni di manutenzione e controllo effettuate.

Cosa è cambiato nel 2026 rispetto agli anni precedenti?

Tra il 2025 e il 2026 il sistema romano di gestione degli impianti termici ha avuto alcuni aggiornamenti importanti.

Roma Capitale ha approvato nel settembre 2025 un nuovo Regolamento in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici. La gestione della banca dati degli impianti di Roma Capitale e delle relative funzioni di controllo è affidata alla Città Metropolitana nell’ambito dell’accordo tra i due enti. Nell’aprile 2026 è stato inoltre aggiornato l’Allegato tecnico al Regolamento della Città Metropolitana.

Ma la novità che interessa più direttamente chi deve fare la manutenzione è entrata in vigore l’11 maggio 2026.

Dal maggio 2026 servono anche i dati catastali

Per compilare correttamente il Libretto di impianto e i Rapporti di Controllo di Efficienza Energetica devono essere forniti al manutentore anche i dati catastali dell’immobile.

In particolare servono:

  • sezione, foglio, particella e subalterno dell’immobile;
  • questi dati consentono di collegare in maniera più precisa l’impianto termico all’edificio nel quale è installato.

La modifica deriva dall’adeguamento alle disposizioni del Regolamento della Regione Lazio n. 30/2020 e serve a migliorare tracciabilità e attività di controllo degli impianti.

Hai una manutenzione programmata? Prima dell’arrivo del tecnico conviene quindi recuperare anche i dati catastali dell’immobile, in modo da avere a disposizione tutte le informazioni necessarie.

Quali documenti tenere a disposizione?

Quando viene effettuata la manutenzione o il controllo della caldaia è utile avere a disposizione il Libretto di impianto, gli eventuali Rapporti di Controllo precedenti e la documentazione tecnica disponibile.

Dal 2026, come abbiamo visto, è opportuno recuperare in anticipo anche i dati catastali. Il manutentore provvederà invece agli adempimenti di propria competenza, compresa la trasmissione telematica del Rapporto quando prevista.

Chi è responsabile della manutenzione della caldaia?

Il responsabile dell’impianto deve assicurarsi che l’impianto venga esercito e mantenuto correttamente e che vengano rispettati gli adempimenti previsti.

La situazione può cambiare a seconda che si tratti di un’abitazione occupata dal proprietario, di un immobile in locazione oppure di un impianto centralizzato condominiale. Per gli impianti centralizzati entrano inoltre in gioco l’amministratore e, quando nominato, il terzo responsabile.

Per questo è importante che anche eventuali variazioni del responsabile dell’impianto siano correttamente comunicate e registrate.

Cosa succede se la caldaia non è in regola?

Il sistema non si limita alla registrazione dei rapporti. La Città Metropolitana svolge anche attività di accertamento e ispezione degli impianti termici.

In presenza di un impianto non conforme possono essere richiesti interventi di adeguamento e, nei casi previsti dalla normativa, possono essere applicate sanzioni o disposta la sospensione del funzionamento dell’impianto.

Tenere aggiornati manutenzione, controlli e documentazione non serve quindi soltanto a rispettare un obbligo: permette anche di individuare problemi che possono incidere su sicurezza, consumi e funzionamento della caldaia.

Caldaia vecchia: continuare con la manutenzione o sostituirla?

Una caldaia che funziona correttamente non deve essere sostituita soltanto perché ha qualche anno. Quando però aumentano guasti, consumi e interventi di manutenzione, può essere utile valutare il costo complessivo necessario per mantenerla in funzione.

In questi casi il controllo può diventare anche l’occasione per capire se conviene continuare con l’impianto esistente oppure passare a una soluzione più efficiente, come una pompa di calore o, quando tecnicamente indicato, un sistema ibrido.

Nel 2026 questa valutazione è ancora più interessante grazie agli incentivi disponibili per determinati interventi di efficientamento. Per approfondire puoi consultare la nostra guida al Conto Termico 3.0.

Devi controllare la tua caldaia prima dell’inverno?

Conoscere le scadenze è importante, ma lo è altrettanto verificare le condizioni reali dell’impianto. Una caldaia controllata correttamente può funzionare in modo più efficiente e permette di individuare per tempo eventuali anomalie.

Contatta MD Clima, potrà aiutarti a verificare lo stato del tuo impianto e a capire quali interventi sono necessari. Se la caldaia è ormai datata, possiamo inoltre valutare insieme se conviene mantenerla oppure orientarsi verso una soluzione più efficiente.

 

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